domenica 18 novembre 2007
Sing
'Cos I am numb
I can't feel
'Cos I am numb
So what's the worth in all of this
What's the worth in all of this
Sing to me
So what's the worth in all of this
If the child in your head
If the child is dead
Sing to me
martedì 23 ottobre 2007
E io che mi ero rassegnato!
In fondo prima di ricreare una situazione del genere di tempo nè passera molto e le cose saranno diverse, di sicuro.
Noi stessi, come associazione, come amici e come persone siamo cambiati molto negli ultimi anni e di cose ne sono successe tante, ma quello che c'è di buono rimane senza che ce ne rendiamo conto ed è un'intesa senza parole che ci accomuna e ci muove nella stessa direzione e ci fa ritrovare nello stesso posto alla stessa ora, magari al Circolo per il concerto... quel Circolo in cui incontro ogni volta qualcuno che non conoscevo e che spesso ha in comune qualcosa con me, ma sarà una coincidenza? Sarò fortunato? Credo di sì, sono fortunato ma non è una coincidenza.
E allora si parte da questo e non ci si ferma di fronte a chi non ci considera cultura (per fortuna che è così, vista la vostra cultura), a chi ci sfotte perchè siamo comunisti e vestiti male (comunisti?!) o perchè siamo strampalati (è vero) e crediamo in qualcosa che prima o poi riusciremo a spiegare.
Ci sono mille canzoni che riescono a spiegare quello che ho in mente meglio di quanto io riesca a fare, vorrei perciò ricordare quella che dà il nome e il senso alla Mea Revolutionae e alla rivoluzione:
avevo un sogno
eterno un giorno
uscire e salutare
uno ad uno
uscire ed ascoltare
uno per uno
dando quel poco
di tutto che abbiamo
ma non è un sogno è
la mia rivoluzione
no non è un sogno è
la mia rivoluzione
a colpi di grazie
è l'unica abbondanza
che ci può saziare
e ci basterà finchè
ci basteremo
ci sazierà finchè
ci basterà finchè
ci basteremo
ci sazierà finchè
NON MITI NON DITA
AD INDICARE METODI DI VITA
solo io e la mia rivoluzione
solo io e
la mia rivoluzione
è a colpi di grazie
è l'unica abbondanza
che ci può saziare
ci basterà finchè
ci basteremo
ci sazierà finchè
ci basterà finchè
ci basteremo
ci sazierà finchè
finchè
finchè
finchè
finchè
DURA
Per chi volesse c'è una petizione on-line in cui possiamo per lo meno farci sentire e vedere: www.ipetitions.com/petition/circolino/index.html
Per il resto seguiteci su www.mearevolutionae.it e su www.pollodellavaltiberina.splinder.com
A presto allora, magari al Circolo
venerdì 28 settembre 2007
Twalumba!
Tre mesi potrebbero sembrare lunghi, anch'io lo pensavo, ma sono già passati e non me ne sono quasi accorto... così mi trovo a scrivere l'ultimo post di quest'esperienza e il titolo non poteva che essere twalumba, una parola speciale da queste parti.
La traduzione letterale significa grazie ma qui questa "parolina magica" (ricordatela se venite da queste parti) è usata anche come saluto, dopo che si è condiviso anche solo qualche momento insieme: perchè salutare è un ringraziamento prima di tutto, per il tempo che la persona ci ha dedicato.
Qui il saluto è importante e negarlo significa negare il rispetto e la considerazione dovuti, a ognuno.
Rendere grazie solo per il fatto di essersi incontrati... è così scontato, naturale, che mi sono spesso fermato a pensare a come è diverso dalle nostre parti dove spesso fatti piccoli ma importanti, come incontrare un'amico per stada, sono dati per scontati e perdono il loro significato.
Se c'è qualcosa che posso dire d'aver imparato qui tra i Tonga è questo, ringraziare per ogni momento passato insieme e imparare a gustare ogni momento della vita, con calma, molta calma, come un Tonga...
Twalumba!
PS Qualcuno si ricorda ancora quella bella canzone di Marco Parente? (trovate il titolo in queste due righe...) Questo vuole essere anche un saluto agli amici della MeaRevolutionae, che rivedrò presto, e un invito a pensare, per chi ha tempo.
Ciao
sabato 1 settembre 2007
Twentyfivedays

"E chissenefrega!" dirà qualcuno, giustamente, perchè in verità anche a me l'idea di essere così vicino ai trenta non mi fa saltare di gioia.. e come dicevo qualche giorno fà ad un mio collega/compare/carissimo amico (che anche voi conoscete ma che non cito), i compleanni non è che servano poi a molto: io dimentico quelli degli altri, loro dimenticano il mio e poi non sò mai cosa regalare..va bè, dopo questa parentesi sui compleanni vi lascio una foto cumulativa di quello che è successo negli ultimi tempi e vi dò appuntamento a domani per il prossimo "tempestivo" post, devo racoontare molto altro ancora..
Ciao Ciao
mercoledì 8 agosto 2007
... tempo lento
Dopo la costruzione della diga la cultura Tonga cominciò a declinare a causa dell'allontanamento dai territori originari e delle conseguenze dello spostamento forzato.
I Tonga della Valle avevano rapporti molto stretti con i Tonga che vivevano sull'altra riva dello Zambesi, l'attuale Zimbabwe, e si riunivano frequentemente per officiare le loro cerimonie religiose in cui si invocavano gli dei perchè mandassero piogge e raccolti sempre migliori.
Queste cerimonie, chiamate "Mpande" si svolgevano presso altari dedicati alla pioggia ed erano importanti elementi della socialità di questo popolo.
La diga sommerse gli altari e si portò via anche la voglia di invocare gli spiriti protettori: "era troppo tardi per portare gli altari e gli spiriti con noi".
Il popolo Tonga amava la sua terra e non aveva nessuna intenzione di spostarsi dalla sua terra, come dicono le parole di Siachilaba, il capo della comunità Tonga a Gwembe:
"Ci rifiutavamo di spostarci dalla nostra terra e così comincio una grande lotta. Ci radunammo in campi: i bianchi da una parte del fiume, noi dall'altra, la nostra. Loro avevano tende e corni, noi ci stavamo radunando in formazione e la bandiera era issata, ci rifiutavamo di fare un solo passo indietro. Il governatore (della Rodesia del Nord ndr) era furioso e ci intimò di prepararci alla guerra. In un attimo il villaggio di Chisamu fu bruciato dai soldati con tutte le scorte di cibo e noi portati via e spostati nella confusione generale".
Al giorno d'oggi i Tonga sono ancora dei rifugiati che cercano di sopravvivere anche attraverso il Gwembe Tonga Development Project, ovvero, fondi attuali della Banca mondiale che dovrebbero compensare i danni provocati negli anni '50 con il finanziamento della costruzione della diga: lungimiranti come al solito, viene da dire..
Così oggi la Banca Mondiale cerca di aiutare il popolo Tonga ad essere di nuovo autosufficiente tramite progetti di sviluppo legati ad agricoltura, sanità, istruzione e food security, tutto questo per cercare di ovviare a delle scelte grossolane o guidate da interessi "superiori", riproponendo episodi tuttaltro che rari nella sua storia.
Il popolo Tonga vuole che la sua storia sia conosciuta e che tutti sappiano cosa hanno dovuto subire.
venerdì 3 agosto 2007
Tempo lento
Gli incontri si posticipano, con un sorriso, e non è così difficile capire perchè..tutto è faticoso qui e ogni cosa richiede il triplo del tempo.
L'acqua è lontana, i bambini crescono alla svelta, ma nascono di continuo e le donne sono sempre occupate con loro.
Spostarsi è difficile, così per andare alla "clinica" più vicina e tornare (15 km) a piedi ci si impiega un giorno intero.
Per riuscire a vendere qualcosa i nostri eroi devono stare fuori per settimane e i bambini spesso vanno a scuola solo per avere il loro pasto garantito e spesso, sfiniti dal percorso, si addormentano in classe.
Questo periodo dell'anno è importante per il commercio, dopo la stagione delle piogge e dopo il raccolto c'è una certa disponibilità di denaro e tutti cercano di fare "affari" comprando tutto quello che servirà per i mesi in cui ci sarà carenza di cibo e di denaro, dalle coperte alle scorte di mais agli attrezzi per lavorare.
Tutto questo sotto lo sguardo imperturbabile del governo che si limita a promuovere strategie di sviluppo che poi rimangono in gran parte inattuate sia per carenza di mezzi, sia per la corruzione diffusa che si mangia i fondi alla sorgente, lasciando arrivare solo i spiccioli a destinazione.
Bella ricompensa per il popolo Tonga.
Il popolo Tonga ha vissuto per millenni nella valle dello Zambesi che dal 1956 è stata sbarrata per costruire il lago Kariba, un immenso invaso che attualmente rifornisce di energia elettrica lo Zambia ed i paesi confinanti.
Un'opera del genere è sicuramente una conquista sotto molti punti di vista, se non fosse che non si è mai tenuto conto dell'impatto che avrebbe avuto sulla vita di un intero popolo.
I tonga sono stati inizialmente impiegati nella costruzione della diga e poi scacciati dalla loro valle: le acque da cui dipendeva la loro esistenza ora erano diventate la causa della loro disgrazia.
I tonga furono spostati sulla valle che porta al plateau (altopiano) ma non hanno mai ritrovato le condizioni che climatiche e ambientali che permettevano la loro autosufficenza.
Continua....
mercoledì 25 luglio 2007
Mosi-oa-Tunya
Uno spettacolo maestoso che interrompe le migliaia di km di bush che ricoprono lo Zambia, solo quanto basta per attirare lo sguardo sul baratro che per pochi ed eterni momenti interrompe il fluire dello Zambesi il quale, placido, si ricompone subito dopo e, appena turbato, procede il suo cammino verso l'oceano.
Amo tutto ciò che scorre
Voglio fiumi che facciano oceani, [...] fiumi che non si secchino nel vuoto del passato.
[...] Forse siamo condannati, non c'è speranza per nessuno di noi, ma se è così lanciamo un ultimo grido d'agonia e di sangue aggrumato, uno strillo di sfida, un grido di guerra! Basta coi lamenti! Basta con le elegie e le trenodie! Basta con le biografie e le storie e le biblioteche e i musei! Che il morto mangi il morto!
E noi vividanziamo sull'orlo del cratere, un'ultima danza di morte.
Ma che sia una danza!
Henry miller
venerdì 13 luglio 2007
Dinner with the Jesuit Fathers
Chikuni, 10 July.
Dinner with the Jesuit Fathers.. Yes, it’s always me!
I even appreciated them, maybe I could change my mind about religion.
Here everyone is a believer, and they do really believe in something, not just to let their consciousness standing still..
The way I approach Faith has changed a lot during these years, sometimes I think about, but it’s always standing at the bottom of my mind.
You need a lot of courage to live in a place like Chikuni (which is the best place to live in a
Father Andrew and Father Tadeus are living in Chikuni since 15 years and they are the moving spirit of the social experiences of these community.
Here you can find 2 High School (one for the boy, and the other for the girls), two basic schools (see above), a College ( a step under our Universities) and the Home Based care Center which looks after HIV infected people and orphans, in Chikuni and in the neighborhoods.
Moreover there are 3 Churches (one of them belongs to the Sisters) which, by their activities, play an essential social role and last but not least a Radio.
Chikuni Radio is the most listened radio both in Gwembe and Monze districtsDisbursement Day
Chikuni, 9 July.
It’s Monday, so it’s time to work.
Today we have the disbursement of the new loans and so we’ll be receiving all the micro credit groups. All of them have completed the first stage in which they received a loan of about 60 Euros each, now they’ll receive 100 Euros. They have to pay a 5% interest monthly and the whole loan will be paid back in 4 months.
Before receiving their loans, each client has to attend 3 different trainings on: micro credit, household approach and business management.
Well, each group received its own loans and every client was happy about this first experience, someone was even embarrassingly thankful.. A loan like that would sound like a joke in
I ended my day riding a Celim motorbike on the way home, while Chikuni’s tenants were walking their way back home for
The second day
Chikuni, 8 July.
Early morning, I wake up.
I can’t believe I slept so deeply tonight!
I have been dreaming of motorbike races with my friend in Sansepolcro, and it looks so strange, maybe I feel an unconscious melancholy deep inside.
After a fast breakfast I sit outside my house to write something and feel the morning’s cool breeze, when I see two guys walking on the road next to me.
Hi, how are you? Fine thanks, they say.
Do you have a laptop there? says one of them.
He is interested in my computer and starts asking me questions.
He explains me that he is from Livingstone, a city that borders with
He tells me he has studied informatics at his university and I tell him what I’m doing here.
We speak together for an hour, until radio Chikuni opens and he decides to take a look there.
He rode his bike for
You have to know that Radio Chikuni is one of
I greet Ngenda and head to Marco’s home to reach Gwembe where we’ll prepare some documents.
Tomorrow there’ll be a new disbursement for some of the groups taking part to the micro credit project that have completed the first level loan: the period is of 4 months for an amount of 300.000 Zambian Kwacha (about 60 Euros).
They can now receive a larger loan of 500.000 K that they’ll use to improve their activities.
The most popular are fish and goat trading, gardening, salaula (second hand clothes sale), carpentry, poultry , transports and hair saloons.
Most of them can give back money in time even if they have to face different troubles and some of them have been able to return the money before the fixed time showing their abilities and willing and their pride.
So many things happened in just 3 days.. I need to write everything and I promise to do it everyday for I can’t lose none of these precious experiences.
The day is almost gone but for the sunset.
Me, Marco and Zaskia (his German girlfriend) decide to go to the Yellow House, the local pub, to take a beer and see the African Sunset.
Along the way we meet Matongo, one of the DJ’s of Radio Chikuni, and invite him to come with us.
He has dread locks and looks like a Jamaican thought he swears not to smoke marijuana and to hate Rastafarian beliefs, anyway he is really a cool one.
We sit down and enjoy a never ending yellow-orange-red-violet-blue sunset at the bottom of a sea of large Seghese trees..
Quite a nice day, don’t you think?
Zambia!
Finally In Chikuni!
Well I’m in Zambia since yesterday evening and I can finally say I’m home again, another house maybe, anyway, it shall be a new home.
Since now I have decided not to forget anything, any more.
Well, that happened right after forgetting my camera for the third time today..
What were we talking about? Right, my memory, my memories
I’m talking about my arrive here in Chikuni, but I want to start from the real beginning, in Rome, two days ago.
Many of you and, of course, me know how I fear to fly.. well in just a few hours I had to take part to four take off and four landings!
I can tell for sure I’m not scared anymore and I must thank Mr. Jameson for keeping me still during my flight, even when two Ethiopians Muslims were looking badly at us: Don’t Mind Ste, Mr. Jameson said, they don’t know I am your doctor and you need that medicine! When he finishes talking we were almost in Addis Ababa, the city of King Selassie, the green capital of Ethiopia, Give Thanks!
I had to take another plane that would have stopped in Entebe (Uganda), Lilongo (Malawi) before reaching Lusaka.
It was not a good perspective, luckily I met Zagaye and Catherine and we started to talk as we were good friends, so that we let time fly together with us.
Zagaye works for the Wildlife Authority of Malawi, while Catherine was coming back from Toronto after an holiday.
After 14 hours I finally reached Lusaka and after some misunderstandings with two attendants I got my business visa for Zambia.
Marco, my project coordinator, was waiting for me right after the frontier to reach the diocese of Lusaka were some Celim volunteers live; we would have slept there and in the morning, soon after some little shopping for food and little things I needed for my accommodation we took part to a little barbecue that Monia, one of the volunteers, prepared to do some fund raising with the help of the people that are attending at her project in Lusaka.
Then we left heading to Chikuni soon after taking on a man that lives actually in Chikuni to get retroviral cures.
Just a few months ago he could barely stand by his feet, now he is getting better and he just got a diploma attending an on line course with the Cambridge University.
That shows his great will to go on and to keep smiling anyway.
He was always smiling and helping us to choose fruit and vegetables on our trip to Chikuni, in the countless little “markets” we met beside the road.
Well, I will continue tomorrow morning for I want to listen to the sound of African natural music.. the animals. See you!
