mercoledì 8 agosto 2007

... tempo lento

... continuiamo con il nostro racconto sul popolo dei Tonga.
Dopo la costruzione della diga la cultura Tonga cominciò a declinare a causa dell'allontanamento dai territori originari e delle conseguenze dello spostamento forzato.
I Tonga della Valle avevano rapporti molto stretti con i Tonga che vivevano sull'altra riva dello Zambesi, l'attuale Zimbabwe, e si riunivano frequentemente per officiare le loro cerimonie religiose in cui si invocavano gli dei perchè mandassero piogge e raccolti sempre migliori.
Queste cerimonie, chiamate "Mpande" si svolgevano presso altari dedicati alla pioggia ed erano importanti elementi della socialità di questo popolo.
La diga sommerse gli altari e si portò via anche la voglia di invocare gli spiriti protettori: "era troppo tardi per portare gli altari e gli spiriti con noi".
Il popolo Tonga amava la sua terra e non aveva nessuna intenzione di spostarsi dalla sua terra, come dicono le parole di Siachilaba, il capo della comunità Tonga a Gwembe:
"Ci rifiutavamo di spostarci dalla nostra terra e così comincio una grande lotta. Ci radunammo in campi: i bianchi da una parte del fiume, noi dall'altra, la nostra. Loro avevano tende e corni, noi ci stavamo radunando in formazione e la bandiera era issata, ci rifiutavamo di fare un solo passo indietro. Il governatore (della Rodesia del Nord ndr) era furioso e ci intimò di prepararci alla guerra. In un attimo il villaggio di Chisamu fu bruciato dai soldati con tutte le scorte di cibo e noi portati via e spostati nella confusione generale".
Al giorno d'oggi i Tonga sono ancora dei rifugiati che cercano di sopravvivere anche attraverso il Gwembe Tonga Development Project, ovvero, fondi attuali della Banca mondiale che dovrebbero compensare i danni provocati negli anni '50 con il finanziamento della costruzione della diga: lungimiranti come al solito, viene da dire..
Così oggi la Banca Mondiale cerca di aiutare il popolo Tonga ad essere di nuovo autosufficiente tramite progetti di sviluppo legati ad agricoltura, sanità, istruzione e food security, tutto questo per cercare di ovviare a delle scelte grossolane o guidate da interessi "superiori", riproponendo episodi tuttaltro che rari nella sua storia.
Il popolo Tonga vuole che la sua storia sia conosciuta e che tutti sappiano cosa hanno dovuto subire.




1 commento:

David Creofini ha detto...

Ci piscio sopra alla Banca Mondiale...